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Testatore
AKU PETRA
GIACOMO
FERRI
REGIONE
PRE-SAHARIANA DEL MAROCCO: TEST PETRA
- La scoperta delle PETRA di
AKU ha significato un amore a prima vista. Averle come confortevoli
compagne di avventura mi ha fatto amare ancor di più i terreni
e le atmosfere che pur da anni solco e frequento con la mia
attività di "tour-guide" in moto nel deserto del Marocco.
Niente a che vedere con la classica scarpa da trekking "adattata"
all'uso nel deserto. Se inizialmente credevo di usarle esclusivamente
nell' outdoor più impegnativo, mi sono invece reso conto che
sono rimaste ai miei piedi tutto il giorno assolvendo al loro
compito in piena efficienza. Certo
che il meglio la scarpa me lo ha dato sui fondi per le quali
è nata: Le ho apprezzate tantissimo sulla sabbia delle dune.
Pur testando la versione MID, non ho mai avuto la fastidiosa
sensazione della sabbia che entra nella calzatura. Ho camminato
per parecchi chilometri su terreni pietrosi del deserto
brullo, ed anche in questa situazione la calzatura mi ha
dato prova della sua notevole adattabilità e leggerezza.
Sopratutto se abbinate
ad un buon calzino tecnico, le sue doti di traspirazione
si possono veramente apprezzare.
Non mi è mai capitato di infilare un paio di scarpe nuove,
portarle dal mattino alla sera e non avere il minimo disagio,
come normalmente accade con calzature nuove. Pensare che
i miei piedini sono tutt'altro che facili da accontentare.
Da motociclista off-road quale sono non ho resistito alla
tentazione di "provarle" sulla moto, scoprendo che, limitatamente
ad un uso molto turistico, le Petra si possono utilizzare
tranquillamente anche così.
Sempre in tema di
autoveicoli le ho sperimentate alla guida del fuoristrada
senza avere alcun problema di guida.
La buona tenuta sulla caviglia, per me fondamentale perché
soggetto a delle dolorose distorsioni, e la speciale realizzazione
con l'uso dell'intersuola in nylon, mi hanno sempre conferito
una notevole serenità. Non è ancora del tutto dimenticato
da parte mia la drammatica esperienza della spina di acacia
che mi si conficcò nel piede destro in Tunisia nel 1999.
D'ora in avanti saranno tra i primi equipaggiamenti a prendere
posto nel mio borsone avventura per nuove esplorazioni in
terra d'Africa.
giacomo ferri
http://www.giacomoferri.it/ |